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Il nome della città è già una storia da raccontare. La leggenda vuole che Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio, di passaggio in questi luoghi, assaggiato un vino servito in un'umile coppa di terracotta dicesse: "Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro ". In realtà pare che il nome derivi dal genitivo dei frati britannici che anticamente soggiornarono qui, britannorum , poi modificatosi nelle varie trascrizioni. Il vino era l' Albana, prodotto da sempre in questo generoso territorio, conosciuto sin dall'epoca romana.

Simbolo della città di Bertinoro è la Colonna delle Anella e la tradizione che si rinnova ogni anno. Questa colonna venne eretta per volere di Guido del Duca e Arrigo Mainardi, nobili bertinoresi del XIII secolo, per pacificare le famiglie di Bertinoro in lite per offrire ospitalità ai viandanti che sostavano nella città, unico mezzo d'informazione per sapere cosa accadeva nel resto del mondo. Infatti ad una delle dodici anella, a cui corrispondevano dodici famiglie di Bertinoro, il pellegrino legava il proprio cavallo individuando così la casa che lo avrebbe ospitato. La prima domenica di settembre la città rievoca l'antico rito; gli stranieri staccano una delle buste, legate alle anella, e partecipano come ospiti al pranzo della famiglia bertinorese a cui corrisponde la busta staccata.

Su piazza della Libertà, dove trova posto la Colonna delle Anella, si trova anche la seicentesca Cattedrale , dove si conserva la pala d'altare delle nozze mistiche di Santa Caterina d'Alessandria, patrona della città, di scuola bolognese del secolo XVIII. Della vita della Santa si hanno notizie tra storia e leggenda. Pare vissuta intorno al IV secolo, Caterina, donna molto bella ed erudita figlia di un re, cercò di convertire l'Imperatore Massenzio difendendo la verità del Cristianesimo di fronte a numerosi filosofi chiamati a sostenere l'imperatore. Riuscendo nell'impresa di convincere i filosofi, la Santa suscitò l'ira di Massenzio che ordinò fosse martirizzata con una ruota dentata. Per il pudore di rimanere senza vesti, stracciate dalla ruota dentata, Caterina pregò affinché le fosse risparmiata questa vergogna. Per miracolo la ruota si ruppe così che l'imperatore decise di farla decapitare e dal suo collo sgorgò latte. Santa Caterina, annoverata fra i Dottori della Chiesa, è patrona delle ragazze giovani, soprattutto delle sartine (dette anche Caterinette), per la sua sapienza è patrona di tutte le arti liberali, per il martirio è patrona dei mestieri svolti con le ruote o le lame (arrotini, mugnai, tornitori) e per il latte sgorgato anche delle balie e delle nutrici.